CANONE DI SANTO ELIA SPELIOTA
che si venera l’11 settembre
ODE I
Signore Dio, grande di misericordia, Abisso della luce Eterna, e datore di ogni bene, per le preghiere del nostro santo Elia illuminami ché io possa cantarlo con splendore.
Innanzi alla Trisolare Divinità, Sei, tutto splendente, con gli angeli e i santi, oggi noi cantiamo con fede la tua memoria.
Beatissimo, ancora in giovane età, sei uscito dal mondo frivolo, per abbracciare la croce e seguire Cristo, nostro Signore.
Tuttasanta, Madre di Dio, Tu, che con il tuo straordinario parto, in modo inspiegabile hai partorito Dio, noi ti preghiamo di supplicarlo di salvare le anime nostre.
ODE II
Padre Elia, un giorno volendo tornare casa, hai deciso di andare a Roma, lì, hai fortificato la tua fede, sui sepolcri dei discepoli, Pietro e Paolo.
Lì, in una Chiesetta Greca, venisti vestito dell’abito Angelico. Quando un giorno venisti aggredito da alcuni pastori che volevano ucciderti; ma, il Signore, prodigiosamente ti liberò dalle loro mani.
Padre Beatissimo, facesti ritorno alla tua patria, presso Mindino, nel metokion di santa Lucia, sotto la scuola di santo Arsenio, facendo rapidissimi progressi spirituali, pregando di notte, cantando salmi e inni.
Vergine, Madre di Dio, Tu che hai partorito il Salvatore di tutti, abbi pietà di chi si affida alla tua protezione, e libera dal nemico il tuo popolo, che canta con gioia: Dio dei nostri Padri, Benedetto sei Tu.
ODE III
Padre Elia, essendo monochiro, con la sola mano che potevi usare, scrivevi libri liturgici, per la Divina Liturgia, e per la tua propria lettura spirituale.
Elia beatissimo, riuscivi a domare il corpo attraverso il lavoro e il digiuno, vincevi le passioni dell’anima; facendo così servivi il Signore, Ti preghiamo di pregarlo per salvare le anime nostre.
Un giorno abbandonando il metokion di santa Lucia di Reggio, Ti sei rifugiato insieme ad Arsenio in un’aspra località nei pressi dell’odierno paese di Armo, presso la chiesetta di santo Eustazio, noi con fede, Padre Santo, ti preghiamo di liberarci da pericoli, avversità e tentazioni.
Vergine, Tutta Santa, Madre di Dio, essendo la Madre del Salvatore e di tutti noi, Ti imploriamo, o Deipara, di pregare che ci faccia suoi abitatori e ci salvi dal fuoco eterno.
ODE IV
Un giorno hai avuto una visione, dove ti rivelò una prossima incursione Saracena, sceso al mare con Arsenio, vi siete imbarcati per Patrasso, località Greca preferita dai monaci Calabresi, dove siete rimasti per otto anni.
Così Elia, “a guisa di sole era apparso in Occidente ora illuminava con i raggi delle sue opere anche l’Oriente”. Santo Elia, noi che cantiamo il tuo ricordo, diciamo: Dio dei nostri padri, Benedetto sei Tu.
Ritornati a Reggio, vi siete stabiliti a san Eustazio, con grande profitto spirituale, in un secondo momento Padre Santo Elia, Ti sei trasferito all’odierno Natile, dove un giorno ti sopraggiunse una voce, che era arrivata l’ora estrema di Arsenio, tornasti subito indietro, così che potesti accogliere gli ultimi insegnamenti del tuo venerato Maestro, ed assistere alla sua santa morte.
Madre sempre Vergine, prima e dopo il parto, prega il Figliol Tuo, e Dio nostro, di liberare il Tuo popolo da ogni avversità.
ODE V
Ci fu un’ondata di Saraceni e come loro si ritirarono, Tu, Padre Santo, ti sei diretto presso il monastero omonimo, nella valle delle Saline su invito di Vitale, arrivato lì ti fu chiuso il portone in faccia, Tu, stanco, assetato e a digiuno, con pazienza hai atteso in silenzio, dopo un periodo di tempo Daniele, ammirando la tua grande virtù, ti accolse come un vero monaco e autentico discepolo di santo Arsenio.
Dopo alcuni mesi, Elia, eri desideroso di solitudine, ti recasti presso Melicuccà, ed hai scelto una delle spelonche che stavano lì, una sera mentre recitavano l’ufficio Divino, il vecchio Cosma ed il suo discepolo Vitale, videro in visione tutti quei luoghi brulicanti di monaci, in mezzo a tutti c’era Elia, tutto splendente della Trisolare Divinità, i due credettero che il Signore dicesse loro di andare in un’altra località, e così lasciarono solo il nostro Padre Santo Elia.
Elia, eri tutto serafico in ardore; cantavi e intonavi inni, vincendo così il maligno, ed avevi visioni per quelli che sarebbero rimasti fuori dal regno di Dio, Beato Elia, ti preghiamo di liberarci dalle avversità, pericoli e tentazioni.
Vergine, ti imploriamo di pregare il Figliol Tuo e Dio nostro, che ci libera dalle tentazioni e ci conduce alla vita eterna.
ODE VI
Elia, Beatissimo, sempre sorridente accoglievi i poveri, per dare tutto quello che avevi, e noi ti preghiamo, o Padre Santo, di pregare Dio, che ci liberi dalle catene del nemico, noi che cantiamo in coro e ti chiamiamo sempre Beato.
Quando andavi alla divina Liturgia, Padre Santo, venivi rapito in estasi ed il tuo corpo diveniva simile a quello di un Angelo.
Durante un temporale, il botticello di vino che serviva per la Liturgia, si ruppe e perdette tutto il vino. Elia chiese una ciotola piena d’acqua al monaco che andò a riferire il fatto, tracciato su di essa un segno di Croce, gustò un sorso e disse al monaco: gustate come il Signore l’acqua l’ha convertita in un vino eccellente.
Vergine, Tutta Santa, Madre di Dio e di tutti noi, prega il Figliol tuo e Dio nostro di conservare il tuo popolo immacolato, nella verginità e nella purezza.
ODE VII
Un orso spesso depredava gli alveari, distruggendo così il lavoro dei monaci; il Santo, per porre fine alla pena dei monaci, un giorno quando venne la belva le andò incontro, e le ordinò di non rubare più, e l’orso chinato il capo tornò indietro umiliato e confuso e da quel giorno non disturbò più i monaci.
Santo Glorioso, che hai Glorificato Dio con la tua vita gloriosa, Dio ti ha glorificato con abbondanza di miracoli e i fedeli ti pregano e cantano a gran voce: fanciulli benedite, sacerdoti inneggiate, popoli esaltate nei secoli dei secoli.
Ancora oggi nella grotta, tuttavia, a distanza di Mille anni scorre quell’acqua che prodigiosamente avevi fatto sgorgare dalla volta della grotta.
Padre Elia hai ascoltato la voce che ti separava da questo mondo ed ora che il tuo volto è splendente della Trisolare Divinità, e gioisci insieme agli angeli, Padre Santo, con le tue preghiere liberaci dalle catene del nemico, noi che cantiamo in coro, Benedetto il Signore Dio dell’universo.
Si raduna oggi il popolo per celebrare la tua Santa festa, con le tue preghiere, liberalo da pericoli, avversità e passioni e rendici degni di portare a termine il santo digiuno.
Purissima Vergine, toglici dalle mani del nemico, noi che cantiamo Dio dei nostri Padri Benedetto sei Tu.