CANONE DI SAN NICODEMO
che si venera il 12 marzo
ODE I
Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, per le preghiere del santo illumina con i tuoi raggi, ed abbi pietà di coloro che cantano la sua Divina memoria.
Padre Nicodemo, tu eri un lottatore e un dominatore della terra contro il demoni, riuscendo sempre ad allontanarli, noi ti chiediamo di pregare il Signore, che ci liberi da ogni pericolo.
Fin da piccolo, i tuoi genitori ti impartivano ogni buon insegnamento, corrispondente alle Sacre Scritture.
Vergine, Tu che sei la Madre di tutti, pregalo che ci liberi da ogni pericolo, tentazione e avversità.
ODE II
Da giovinetto meditavi le parole dell’Evangelo, “se vuoi essere perfetto, vendi tutto ciò che possiedi, da tutto ai poveri e seguimi”, un giorno sei andato al monastero di san Fantino il Cavallaro, dove vivevano molti discepoli, e il grande padre spirituale era san Fantino l’igumeno, san Fantino dopo alcuni giorni ammirando dei progressi di Nicodemo, lo rivestì del beato e santo abito dei novizi.
Beatissimo Nicodemo, nei lunghi anni seguivi il Maestro, nelle veglie, digiuni, preghiere, nell’ubbidienza, e dalle tue labbra nelle conversazioni, pareva che fluisse il miele.
Un giorno, avvenne un’incursione di Arabi sui territori dei santi, Nicodemo si rifugiò su di un monte boscoso detto Cellerana, abitato da tanti demoni, e con le sue preghiere riuscì ad allontanarli, e noi santo padre, ti preghiamo di liberare da sofferenze e bisogni quanti celebrano la tua santa festa.
Vergine, Madre di Dio, Tu che in modo indescrivibile hai partorito il Re della Gloria, il liberatore di tutti, libera con le tue preghiere le catene del nemico e ci faccia suoi abitatori.
ODE III
Venerando Padre, sei vissuto in quei duri combattimenti per moltissimi anni, e sei divenuto famoso in tutte le contrade, prega il nostro Signore Gesù Cristo di salvare le anime nostre.
Padre santo, fecondavi con aspra penitenza il bene operato di giorno, stavi in piedi, compivi infinite metanie, e mettevi un fiume di lacrime fra le più fervorose e incessanti preghiere.
Padre Nicodemo, godevi di un grande carisma, e a tutti predicevi il futuro, santo Padre, prega senza posa per tutti noi.
Gloriosa Tu sei più di tutti, Madre di Dio, e noi in coro cantiamo: Dio dei nostri Padri, Benedetto sei Tu.
ODE IV
Come solevi fare, un giorno hai preso la zappa, per lavorare la terra intorno alla cella, quando uno scorpione, sbucato dalla terra ti morsicò il piede, Tu lo rimproverasti, uscendo illeso dal suo veleno.
Il biografo ci racconta che Nicodemo raggiunse l’apateia, era uomo felicissimo, bastava avvicinarlo per essere guariti se ammalati, Padre santo, noi che cantiamo la tua memoria diciamo, prega Dio, che ci guarisca dalle infermità e ci faccia suoi abitatori.
Un giorno ti condussero legato un giovane indemoniato, dicendo: portatelo a quello che sta nella spelonca. Tu, santo padre, toccandolo solo con un bastone l’hai guarito.
Tutti noi cantiamo il Verbo, coeterno al Padre e allo Spirito, nato dalla Vergine, per la nostra salvezza, pregandolo di condurci alla vita eterna.
ODE V
A una donna ossessa hai concesso la guarigione, dopo averti indicato i sepolcri di Elia da Enna e di Elia lo Speleota, ed un giorno ti sei fermato a pregare al sepolcro di Elia Speleota, e guaristi il presbitero Leone, per cui tutti ti acclamarono.
Un giorno gli Arabi lo catturarono insieme ad altri e li conducevano verso le loro navi, lungo il cammino si fermarono per riposare, Nicodemo, con le mani al cielo, pregava, e gli Arabi lo deridevano, all’improvviso gli islamici si lanciarono gli uni contro gli altri, e si massacrarono a vicenda, così che i prigionieri tornarono liberi.
Padre venerando, il Dio nostro ti ha glorificato di miracoli, ora pregalo di rendere degni della gloria Eterna, noi che cantiamo: Dio dei nostri Padri, gloria a Te.
Gloriosissima, sempre Vergine, Madre di Dio, presenta la nostra preghiera al Figliol Tuo e Dio nostro, e chiedi di salvare le anime nostre.
ODE VI
Un tempo nove prigionieri venivano trascinati con le catene dagl’Arabi, da Basignano, verso la Sicilia, i poveretti sentendo uno di loro la potenza taumaturgica di Nicodemo, l’invocarono perché ottenesse da Dio la loro liberazione, con sorpresa uno alla volta si accorsero di essere liberi dalle catene.
Il biografo conclude, affermando che Nicodemo pervenne a uno stile di vita simile agli angeli, e noi santo Padre, ti chiediamo di pregare Dio che ci salvi dal fuoco eterno.
Ora che il tuo corpo riposa nel divino sepolcro, noi a gran voce cantiamo e veneriamo la tua Santa festa, e con le tue preghiere liberaci da ogni tentazione.
Vergine Madre di Dio, non disdegnare le preghiere che ti rivolgiamo, ma liberaci da ogni male, Tu unica Purissima Vergine; Purissima unica più che Benedetta, Santissima Madre di Dio, salvaci.